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martedì 15 giugno 2010

In rete i virus arrivano con il sesso


E' confermato da uno studio che il veicolo migliore per virus e malware sono proprio i siti porno. Tra le loro pagine si annidano vere e proprie "nidiate" di virus.

Uno studio conferma quello che gli utenti più smaliziati aveva forse già intuito: i siti per soli adulti sono pieni di malware. Ad aver condotto la ricerca, che più che dare un risultato sconvolgente sembra confermare l'ovvio, è l'International Secure System Lab.

Scammer e cracker sono attratti, d'altronde, da un settore che più di altri riscuote successo trasversale presso il pubblico: il 35 per cento di tutti i download effettuati da Internet è per la pornografia. Inoltre la forte concorrenza tra i vari proprietari di siti a luci rosse (che costituiscono il 12 per cento di tutti i siti online) ha inavvertitamente creato un vero e proprio "ecosistema in cui perpetrare i cybercrimini su vasta scala".

Per verificare questa intuizione gli scienziati hanno analizzato 35mila domini pornografici, concentrandosi sui siti gratuiti: il 3,23 per cento di questi venivano trovati carichi di adware, spyware e virus. Gli altri impiegano invece varie tecniche, come finestre in javascript e altri stratagemmi, per prolungare il più possibile il tempo di visita degli utenti o per reindirizzarli su siti affiliati, così da gonfiare artificiosamente i dati di traffico. Tutti canali che possono essere sfruttati trasversalmente da cracker e scammer per infettare i malcapitati.

I ricercatori, quindi, hanno provveduto a sviluppare due propri siti pornografici (con contenuti raccolti da altri siti gratuiti): dei 49mila visitatori accorsi, 20mila utilizzavano una combinazione di computer e browser vulnerabile ad almeno una minaccia conosciuta. Vittime designate per i malintenzionati che non devono far altro che attenderli sul bordo del fiume.


Fonte: http://punto-informatico.it/2913868/PI/News/sesso-trasmettere-virus.aspx

sabato 3 aprile 2010

Google, aggiornati nella notte i pagerank


Da Wikipedia:
"Il PageRank è un algoritmo di analisi che assegna un peso numerico ad ogni elemento di un collegamento ipertestuale d'un insieme di documenti, come ad esempio il World Wide Web, con lo scopo di quantificare la sua importanza relativa all'interno della serie...

L'algoritmo di PageRank è stato brevettato (brevetto US 6285999) dalla Stanford University; è inoltre un termine ormai entrato di fatto nel lessico dei fruitori dei servizi offerti dai motori di ricerca. Il nome PageRank è un marchio di Google... Gli algoritmi che rendono possibile l'indicizzazione del materiale presente in rete utilizzano anche il grado di popolarità di una pagina web per definirne la posizione nei risultati di ricerca."

Stanotte, nel silenzio e in pieno periodo delle feste di Pasqua, sono stati aggiornati i pagerank dei siti internet che popolano il web e sono catalogati su Google. C'è sempre un alone di mistero sul momento e il modo in cui BigG effettua la sua catalogazione, non sono date prefissate e solo gli addetti ai lavori ne conoscono più o meno (a colpi di rumors) il momento. L'evento è molto atteso dai professionisti del web, dai possessori di network e siti che cercano visibilità, sponsor e posizionamento all'interno del motore di ricerca dominatore di internet.

mercoledì 29 aprile 2009

Web - Governo italiano : 1-0



Per questa volta è fatta. Almeno per il momento, la guerra senza esclusione di colpi tra il vecchio mondo (e modo di comunicare) e il nuovo vede uscire vincitrice la rete. Ma per poco. Il potere politico, economico-finanziario e mediatico italiano sta ormai sempre più scoprendo le sue carte, fatte di divieti, tasse, blocchi e censure. Ovviamente il tutto coperto dalla improvvisa scoperta della "legalità" scritta e votata da un parlamento inquinato da chi la legge non l'ha rispettata qualche volta.
In realtà a vincere non è stato solo il web e il suo popolo, ma è stata la libertà e non quella scritta nel nome di qualche movimento o partito politico, ma quella vera. La libertà di comunicare, informare ed informarsi attraverso la rete.
La notizia è che i Deputati italiani, mostrando una "maturità ed un rispetto per i diritti fondamentali dei cittadini e degli utenti" superiore a quello dei colleghi del Senato, nella notte di ieri, hanno abrogato l'art. 60 del DDL n. 2180, meglio noto al grande pubblico come emendamento D'Alia, approvando l'emendamento Cassinelli. L'emendamento D'Alia avrebbe drammaticamente ridotto la libertà di informazione nel nostro Paese per effetto dell'applicazione di una perversa logica repressivo-cautelare in forza della quale la sospetta commissione da parte di un singolo di un reato di opinione (che già comporta una limitazione ai diritti democratici dei cittadini garantiti dalla costituzione) avrebbe finito con il gravare sull'intera collettività che, dalla sera alla mattina, si sarebbe ritrovata nell'impossibilità di informare ed informarsi attraverso blog, ugc e altre piattaforme telematiche.
Si potrà riflettere poi su come sia potuto accadere (ma già lo sappiamo!) che nel 2009 un senatore della Repubblica Italiana abbia proposto (ed i suoi colleghi abbiano a larga maggioranza approvato) un emendamento che minacciava di oscurare la Rete nel secolo della Rete.
Insomma sarebbe stata una catastrofe per il già agonizzate sistema italiano dell'informazione. Un colpo di grazia che avrebbe portato il nostro paese alla pari di stati come la Cina.
Per questa volta il pericolo è scampato... ma per poco.

Prepariamoci alla prossima mossa.